lunedì 13 luglio 2009

Soli e Imperfetti: prima parte

Aprirò una sezione del mio blog dedicata ai commenti sulla lettura, da poco iniziata, del romanzo scritto da un mio caro amico, Marco Fortino, che potrete scaricare gratuitamente dal suo blog all'indirizzo qui riportato e linkato www.marcofortino.com . Il titolo del romanzo, che è una raccolta di racconti, è "Soli e Imperfetti". La mia intenzione è quella di aprire uno spazio diretto con l'autore in modo da rendere più interessante, da una parte la mia lettura, e dall'altra generare una curiosità.

Il primo commento che mi sento di fare è su "Profanazioni".
Trovo il racconto diretto, senza mezze misure. Ad indagare uno di quegli aspetti che mi incutono paure profonde e stupori: adorazioni demoniache, l'esoterismo, la follia e il delirio collettivo.


Mi impressiona su tutto il fatto che ci sia sempre un leader, pericoloso, istigatore di un gruppo forse succube e in parte incosciente, ma certamente attivo. Il modo con cui il racconto è scritto inizialmente appare molto "raw".
Non si citano particolari" e la superficialità che offre sulla psiche dei protagonisti è a tratti esasperata dai dettagli chirurgici di alcuni passaggi. Non si comprende quindi l'intenzione, ma si resta stupiti del risultato.
Inizialmente il lettore resterà sorpreso da questo modo di scrivere e dare un seguito alla fantasia e attribuirà all'autore un modo troppo dietetico di fare romanzo.
In realtà, proseguendo la lettura, già al racconto successivo "Alena" che lo stile è completamente differente. Si indaga l'amore.
Così il racconto da una parte nell'affrontare il male troviamo uno stile dietetico, sopra citato, immediatamente dopo troviamo nell'amore ha uno stile più barocco, tipico dei momenti che caratterizzano la nostra vita quando si vivono storie di rosa dipinte.

Mi piacerebbe comprendere direttamente da Marco, se la mia interpretazione può essere vicina alla sua o, come sempre accade, l'interpretazione ha dato vita a qualcosa di più del racconto stesso.
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1 commenti:

Marco Fortino ha detto...

Caro Luca,
intanto grazie per la recensione e per lo spazio che hai deciso di dedicarmi sul tuo Blog.
La tua analisi è molto accurata e devo dire che non differisce affatto da quelle che erano le mie intenzioni... Trovo già di per se un successo che si crei sintonia tra scrittore e lettore e le intenzioni vengano bene interpretate.
"I Profanatori" è un racconto che è crudo semplicemente perchè doveva esserlo. La personalità dei personaggi è appena accennata in quanto non deve essere penetrabile, ma offuscata dalla stessa nebbia che ha reso buia la loro anima. Preciso che è stato scritto ben prima che emergesse alle cronache la storia delle "Bestie di Satana"... altrimenti, credo, non l'avrei scritto, se non altro per non cadere nel banale.
Per quanto riguarda "Alena", è partito come un racconto che doveva rappresentare l'Amore più interiore e viscerale, è terminato all'opposto mostrandone un aspetto falso e contraddittorio... ed alla fine l'ho trovato un ritratto esaustivo e perfettamente coerente alla mia concezione di "Amore".
A presto,
Marco