sabato 25 luglio 2009

Soci fondatori Vs nuove leve



"La tradizione non si può ereditare, e chi la vuole deve conquistarla con grande fatica"
Thomas Stearns Eliot, Tradizione e talento individuale

Il passato di un'associazione viene trattato come una "tradizione".
Come se la storia di un'associazione fosse scritta sulle tavole in pietra.
I motivi sono plausibili. L'impegno incondizionato dei membri attivi di un associazione portano a risultati che fungono da rinforzo nel corso dell'esistenza. I cambiamenti, soprattutto quelli che riguardano l'essenza stessa dell'istituzione, non sono facilmente gestibili. I limiti statutari da una parte, i ruoli che potrebbero vacillare e i limiti mentali portano inevitabilmente ad uno stallo.
Il tempo però si prende gioco di tutto e produce una permanenza circolare. Gli innovatori si contrappongono ai fondatori per poi diventare a loro volta dei tradizionalisti dinanzi ad eventuali altri innovatori.
Anch'io sono stato su questa ruota.
Ho cercato di innovare con gli strumenti che la mia formazione culturale mi dava a disposizione. Mi sono comportato da uomo di marketing. Ho osservato e ho elaborato una strategia finalizzata la raggiungimento degli obiettivi associativi. Ero giunto alla "notorietà" come fine ultimo, in quanto generatrice di peso politico e reperimento di fondi dai benefattori.
Con il passare del tempo ho cercato di smuovere l'associazione in questa direzione. Ho promosso un'organizzazione con le caratteristiche di un'azienda, divisa per compiti, obiettivi e valutazione dei risultati. Con il passare dei mesi la demotivazione di alcuni gruppi e l'atteggiamento agonistico di altri mi ha fatto inorridire davanti all'errore che stavo commettendo in totale buona fede.
La tensione era salita tra i membri che finalmente avevano trovato nel sistema organizzativo la possibilità di valutare l'impegno altrui.
Ho desistito quindi e ho trovato opportuno rimediare, scrivendo al consiglio:
. " Tra questi spicca il non aver compreso la difformità tra gruppi di lavoro e onlus. Il medium del "denaro", nei primi, è accorpante. Nelle onlus questo non esiste, per definizione, e non può essere sostituito né da organigrammi derivati dalla disciplina organizzativa, né da una raffinata diplomazia, né dalla ricerca del risultato (in quanto rientra nel campo del lavoro). Una Onlus è riconducibile soltanto ad una famiglia. Nella famiglia uno dei medium principali è la fiducia. "


Così, cosparso il capo di cenere, mi sono ritrovato a rinnegare la notorietà come fine ultimo in quanto facilmente contaminabile e ritenere la fiducia tra i membri centrale, in quanto unico strumento per distogliere l'attenzione dai ruoli (principale male delle onlus) e dai regolamenti (ancòra di salvezza, ma rigidi nei confronti del nuovo)
.

mercoledì 22 luglio 2009

Arredamento: vendite dirette delle aziende produttrici. Ma siamo disposti ad accettare i disservizi?


Oggi sono alle battute finali di un vecchio ordine, iniziato prima del mio arrivo in Poltrona Frau.

Vendita di un ufficio ad un avvocato, il mio. L'azienda è affermata, seria, con un prodotto molto accattivante con sede nel triveneto. Caratteristica principale, per chi come me è all'esterno e deve comunicare, impiegate all'ufficio commerciale responsabilizzate, capaci e cordiali e serietà nel caso di sostituzioni.

Arrivati, oggi, al giorno di consegna scopriamo che il trasportatore, abituato a scaricare dai vari rivenditori, non si presenta.
Le motivazioni, tra le più disparate, passano dall'essere il solito furbetto allo strafottente.
In tutta questa bagarre gli attori io - l'avvocato e l'azienda (ufficio commerciale) hanno fatto girare mail e messaggi su skype che andavano dalle minacce alle mediazioni. Il tutto mentre il furbo trasportatore non si faceva trovare al telefono. Ne esce poi alle 16 con un: "se volete scarico o alle 20 o alle 6 di domani mattina".
La situazione è per raccontare che per una ragione di margine e di vantaggio competitivo le aziende sono arrivate al cliente finale, saltando i rivenditori (dealer), ma dall'altra parte non possono gestire emergenze di qualsiasi tipo al telefono.
Un tempo, chi acquistava e rivendeva, aveva magazzino, montaggio e trasporto fatto da dipendenti coordinati a poca distanza. Oggi questo si può evitare, traendone beneficio economico immediato. Ma alla fine il beneficio è reale?
La fortuna, nel nostro caso specifico, vuole che si decidesse per montatori in loco, dotati di un polo logistico e mezzi. L'alternativa era quella di utilizzare una squadra bolognese
Così oltre alla beffa, sarebbe ricaduto anche un danno economico di 3 persone ferme per un'intera giornata.

Il succo di questo post lo dedico agli attori?

- Che l'avvocato è una persona disponibile, intelligente e ironica in grado di sorridere per la vicenda.
- Io tutto sommato ho arginato i danni con varie mediazioni anche se l'agente dell'azienda, conclude con un: "che ci posso fare?".
- L'unica che ci rimette realmente è l'ultimo attore: l'azienda.
Il servizio, ISO9000 o no, è composto dalla somma di tutte le fasi. Si fa di tutto per ottimizzare quelle interne e si lasciano schegge impazzite all'esterno.
Massimo valore è nella fase di contatto con il cliente, in questo caso il trasporto.
Un servizio di logistica non all'altezza ha creato attorno all'azienda un alone di negatività. Questo è il vero limite del nuovo mercato dell'arredo ufficio.
Aziende a 500km di distanza come possono governare con elevati standard qualitativi fasi in mano ai vari padroncini o dipendenti di aziende di logistica che devono arrivare fino agli uffici professionali?
Forse, solo con trasportatori dipendenti e formati, ma ci sono i margini per farlo?
Ora, speriamo, di trovare domani materiale perfetto e all'altezza.

giovedì 16 luglio 2009

Locale intrattenimento inferiore ai 100 posti, poltrone in classe 1 o 1IM? Dirimiamo il dubbio grazie al Ministero


Di recente mi sono trovato davanti all'ennesimo caso:

Sala con numero di posti inferiore a 100 (<100)

Classe di reazione al fuoco delle poltroncine e dei mobili (imbottiti o no) che andranno all'interno della sala dovranno essere Omologati in classe 1 o classe 1IM?

Tanto per cominciare faccio un inciso.
La differenza che c'è tra la classe 1 e la classe 1IM è la seguente:
La Classe 1 è su prodotti non imbottiti (multistrati di legno, polipropilene, ecc...)
La Classe 1IM è relativa a prodotti IMbottiti. La prova è fatta sull'intero manufatto e non semplicemente sull'imbottitura (come molti furbetti cercano di far passare).

Tornando al dubbio.
Nelle sale con numero di posti inferiori a 100 (<100) class="fullpost">in cui dirime in modo definitivo ogni dubbio.
Il documento esplicita:
"
* per i locali d'intrattenimento, ovvero locali destinati a trattenimenti ed. attrazioni varie, aree ubicate in esercizi pubblici ed attrezzate per accogliere spettacoli, con capienza fino a 100 persone non è previsto nessun requisito di razione al fuoco per le poltrone, i mobili imbottiti ed i sedili non imbottiti;

* per i locali di trattenimento, ovvero locali destinati a trattenimenti ed attrazioni varie, aree ubicate in esercizi pubblici ed attrezzate per accogliere spettacoli, con capienza superiore a 100 persone le poltrone ed i mobili imbottiti devono essere di classe 1IM ed i sedili non imbottiti costituiti da materiali combustibili devono essere di classe non superiore a 2.

Pertanto per le sale riunioni degli uffici con capienza fino a 100 persone non è previsto nessun requisito di reazione al fuoco per le poltrone, i mobili imbottiti ed i sedili non imbottiti."

In ogni caso, il titolo del post linka direttamente al sito del Catas.



(http://www.catas.info/sito/upload/fuoco/ChiarimentoP1535.pdf)
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lunedì 13 luglio 2009

Soli e Imperfetti: prima parte

Aprirò una sezione del mio blog dedicata ai commenti sulla lettura, da poco iniziata, del romanzo scritto da un mio caro amico, Marco Fortino, che potrete scaricare gratuitamente dal suo blog all'indirizzo qui riportato e linkato www.marcofortino.com . Il titolo del romanzo, che è una raccolta di racconti, è "Soli e Imperfetti". La mia intenzione è quella di aprire uno spazio diretto con l'autore in modo da rendere più interessante, da una parte la mia lettura, e dall'altra generare una curiosità.

Il primo commento che mi sento di fare è su "Profanazioni".
Trovo il racconto diretto, senza mezze misure. Ad indagare uno di quegli aspetti che mi incutono paure profonde e stupori: adorazioni demoniache, l'esoterismo, la follia e il delirio collettivo.


Mi impressiona su tutto il fatto che ci sia sempre un leader, pericoloso, istigatore di un gruppo forse succube e in parte incosciente, ma certamente attivo. Il modo con cui il racconto è scritto inizialmente appare molto "raw".
Non si citano particolari" e la superficialità che offre sulla psiche dei protagonisti è a tratti esasperata dai dettagli chirurgici di alcuni passaggi. Non si comprende quindi l'intenzione, ma si resta stupiti del risultato.
Inizialmente il lettore resterà sorpreso da questo modo di scrivere e dare un seguito alla fantasia e attribuirà all'autore un modo troppo dietetico di fare romanzo.
In realtà, proseguendo la lettura, già al racconto successivo "Alena" che lo stile è completamente differente. Si indaga l'amore.
Così il racconto da una parte nell'affrontare il male troviamo uno stile dietetico, sopra citato, immediatamente dopo troviamo nell'amore ha uno stile più barocco, tipico dei momenti che caratterizzano la nostra vita quando si vivono storie di rosa dipinte.

Mi piacerebbe comprendere direttamente da Marco, se la mia interpretazione può essere vicina alla sua o, come sempre accade, l'interpretazione ha dato vita a qualcosa di più del racconto stesso.
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