martedì 20 aprile 2010

Reti di imprese: assurdità contemporanee

Partendo dall'intelligentissimo bando di ermesimprese.it sul finanziamento delle reti di imprese, mi è venuto spontaneo scrivere questa riflessione.

Ritengo assai paradossale che si decida di partecipare a bandi fondati sulla progettazione di reti finalizzati all'incremento del proprio business, senza avere la massima collaborazione da parte di tutti i membri.
Rispetto ad un tempo, imprenditori, dipendenti, professionisti e soggetti pensanti si trovano sempre di più in preda al problem solving contingente che porta ad una piuttosto inutile ubiquità fisica e ad un'arida desolazione intellettuale.
Così la cara e vecchia programmazione diventa un retaggio legata forse alle cabine telefoniche e ancor di più va in deafult la concentrazione nel caso in cui i soggetti in questione siano superiori a 3. Ricordo ancora quell'esperimento di psicologia sociale in cui all'interno di una stanza veniva immesso artificialmente fumo e odore di bruciato in modo crescente.
Le situazioni a confronto erano due:
1) soggetto singolo
2) gruppo di persone tra loro sconosciute
I primi reagivano tempestivamente, mentre i secondi, in uno pseudo gruppo, attendevano tempi lunghissimi e che la situazione si aggravasse. A quel punto intervenivano, solo dopo aver atteso all'impossibile la reazione altrui.
Non avrei mai creduto che il comportamento fosse simile anche nel mondo business quando il rischio da correre è misurabile nella somma di [tempo, concentrazione e competenza] e, in caso di vittoria, il guadagno sarebbe un finanziamento in un momento di crisi.
Così l'onore di essere "manager di rete", ideatore e redattore è un modo per camuffare il distacco dalla situazione con un titolo offerto in permuta all'oblio.
A quanto pare sono più importanti le contingenze.
I finanziamenti possono aspettare.
Come sempre alla fine ci si lamenterà con il solito qualunquismo (soldi alle solite cooperative - in Emilia Romagna è d'obbligo, commissione disinteressate, nepotismo, ecc...) piuttosto di impegnarsi un po' ad uscire dalla propria sicura consuetudine.
Che delusione.